Quando sceglieremo rispetto e giustizia coi migranti?
Facciamo insieme la differenza!
La Giornata è stata istituita nel 2016 dal Parlamento italiano a seguito di quanto avvenuto all’alba del 3 ottobre 2013, a poche decine di metri dalle coste dell’isola di Lampedusa, quando un barcone si è inabissato provocando la morte di 366 persone, molti dei quali donne e bambini.
Da allora il 3 ottobre 2013 è diventato un simbolo. Ma non è un simbolo chiuso. È una ferita che continua a pulsare, perché le rotte migratorie non si sono fermate, e il Mediterraneo continua a essere un confine che inghiotte. Ogni volta che una barca affonda, ogni volta che un corpo non viene ritrovato, ogni volta che una famiglia resta sospesa tra speranza e lutto, quella ferita si riapre.

La memoria, però, non è solo dolore. È anche un modo di restituire dignità. Di dire: ti abbiamo visto. Di dire: non sei scomparso invano. Di dire: la tua storia ci riguarda.
Perché le vittime delle migrazioni non sono numeri. Sono persone che hanno attraversato deserti, guerre, persecuzioni, povertà, promesse mancate. Persone che hanno lasciato case, lingue, affetti, per tentare una possibilità. Persone che hanno creduto che dall’altra parte del mare ci fosse un luogo dove ricominciare.

LA MEMORIA DEI MIGRANTI MORTI
LUNGO TUTTE LE ROTTE DELLE MIGRAZIONI
DI SETE FAME OSTILITÀ E INDIFFERENZA
CI SPINGANO A TRASFORM-AZIONI RADICALI
Il 3 ottobre è un giorno che ci ricorda che l’umanità non si misura nei confini, ma nei gesti. E che ogni gesto — anche piccolo, anche fragile — può essere un modo per tenere accesa una luce sulla riva, per chi ancora sta attraversando.
NOI DELLA DOMUS NOSTRA CI STIAMO PROVANDO
E’ TEMPO DI FARE INSIEME LA DIFFERENZA
“…c’è un’esigenza che si percepisce ovunque. Qualcosa è dovuto all’essere umano per il solo fatto che è un essere umano… il riconoscimento di una dignità che egli rivendica perché aspira consapevolmente a un futuro e perché la sua vita trova in questo un senso di cui è disposto a pagare il prezzo.” (Jeanne Hersch)

SULLE ORME DEI NOSTRI FONDATORI
IN SINTONIA CON LE POSIZIONI DELLA CONGREGAZIONE