URGE PORRE FINE AI MATRIMONI INFANTILI
E INVESTIRE NEI DIRITTI DELLE BAMBINE
L’edizione 2026 della Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze, istituita dall’ONU nel 2011, richiama con forza l’urgenza di porre fine ai matrimoni infantili e di investire nei diritti delle bambine. Garantire a ogni bambina la possibilità di crescere in sicurezza, accedere a un’istruzione di qualità e costruire liberamente il proprio futuro è una responsabilità globale che non può essere rimandata.
I dati confermano la gravità del fenomeno: ogni anno oltre 12 milioni di bambine vengono date in matrimonio prima dei 18 anni, pari a circa una ogni tre secondi. L’Africa subsahariana registra la più alta prevalenza regionale. Il matrimonio infantile può interrompere il percorso scolastico, compromettere la salute, aumentare l’esposizione alla violenza e limitare le opportunità di sviluppo personale e sociale.

Nonostante i progressi degli ultimi anni, permangono spinte culturali e iniziative che riducono le tutele di donne e ragazze, rallentando il cammino verso la parità e ostacolando la crescita di milioni di bambine nel mondo.
Il quadro internazionale: dati UNICEF 2026
Le agenzie governative e le Nazioni Unite continuano a denunciare come i diritti fondamentali delle bambine siano compromessi da piaghe croniche:
- Matrimoni precoci: 1 ragazza su 5 si sposa prima dei 18 anni.
- Istruzione negata: oltre 122 milioni di ragazze non hanno accesso all’istruzione formale.
- Violenza di genere: il 25% delle adolescenti (15-19 anni) che hanno avuto una relazione ha già subito violenza dal partner.
- Condizione di NEET: le ragazze tra i 15 e i 19 anni hanno una probabilità doppia rispetto ai coetanei maschi di non avere accesso a istruzione, formazione o impiego.
Questi dati confermano che la tutela delle bambine non è un tema settoriale, ma una questione di giustizia globale.

Immagine: https://www.girlrising.org/
L’impegno della Congregazione
In occasione della Giornata, rilanciamo la Posizione della Congregazione, che costituisce un riferimento essenziale per la protezione e la promozione dei diritti delle bambine:
«La nostra prima risposta alla ragazza è di accettarla e custodirla, e affermare il suo inestimabile valore di persona umana. NSCBP sviluppa, con la partecipazione delle ragazze e delle loro famiglie, programmi di servizio sociale per sviluppare l’autonomia delle ragazze, sostenere la loro resilienza, informare sui loro diritti, promuovere la sicurezza e la protezione sia a casa che nelle istituzioni sociali come le scuole. Sosteniamo l’educazione universale per tutti i bambini, sapendo che è il modo più efficace per loro di realizzare il proprio potenziale ed è anche il modo più sicuro per sfuggire alla povertà endemica. Sviluppiamo programmi per crescere nell’autostima, nell’orgoglio della cultura, nel gioco e nell’espressione del più grande potenziale di ogni ragazza. Sosteniamo i sussidi sociali per i genitori e supportiamo tutte le forme di famiglie allargate che si prendono cura dei bambini.»
Questa posizione ribadisce che custodire una bambina significa riconoscerne il valore, accompagnarne la crescita, proteggerne i diritti e sostenerne la libertà di diventare ciò che desidera essere.

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/10/06/terre-des-hommes-tra-gli-11-e-i-20-milioni-di-bambine-hanno-lasciato-la-scuola-a-causa-del-covid
La Carta dei diritti delle bambine e delle ragazze
In sinergia con le scuole italiane, promuoviamo la diffusione della Carta dei diritti delle bambine e delle ragazze, che rappresenta una premessa fondamentale per l’affermazione dei diritti delle donne fin dalla più giovane età.
La Carta non è solo un documento: è un impegno educativo, un ponte tra generazioni, una promessa di futuro.
Ogni bambina ha il diritto:
Articolo 1
Di essere protetta e trattata con giustizia dalla famiglia, dalla scuola, dai datori di lavoro anche in relazione alle esigenze genitoriali, dai servizi sociali, sanitari e dalla comunità.
Articolo 2
Di essere tutelata da ogni forma di violenza fisica o psicologica, sfruttamento, abusi sessuali e dalla imposizione di pratiche culturali che ne compromettano l’equilibrio psico-fisico.
Articolo 3
Di beneficiare di una giusta condivisione di tutte le risorse sociali e di poter accedere in presenza di disabilità a forme di sostegno specificamente previste.
Articolo 4
Di essere trattata con i pieni diritti della persona dalla legge e dagli organismi sociali.
Articolo 5
Di ricevere una idonea istruzione in materia di economia e di politica che le consenta di crescere come cittadina consapevole.
Articolo 6
Di ricevere informazioni ed educazione su tutti gli aspetti della salute, inclusi quelli sessuali e riproduttivi, con particolare riguardo alla medicina di genere per le esigenze proprie dell’infanzia e dell’adolescenza femminile.
Articolo 7
Di beneficiare nella pubertà del sostegno positivo da parte della famiglia, della scuola e dei servizi socio-sanitari per poter affrontare i cambiamenti fisici ed emotivi tipici di questo periodo.
Articolo 8
Di apparire nelle statistiche ufficiali in dati disaggregati per genere ed età.
Articolo 9
Di non essere bersaglio, né tantomeno strumento, di pubblicità per l’apologia di tabacco, alcol, sostanze nocive in genere e di ogni altra campagna di immagine lesiva della sua dignità.

Foto: https://portalescuola.comune.palermo.it/?p=3540
Questa Giornata ci riguarda tutti
Celebrare l’11 ottobre significa:
- riconoscere che ogni bambina ha diritto a un’infanzia libera da violenze e costrizioni;
- affermare che l’istruzione è il primo strumento di emancipazione;
- sostenere comunità, famiglie e istituzioni nel costruire contesti sicuri;
- ricordare che la parità di genere non è un obiettivo astratto, ma un percorso quotidiano.
Investire nelle bambine significa investire nel futuro del mondo

Foto: https://www.cser.it/giornata-internazionale-delle-bambine-e-delle-ragazze-2026/