CON PAPA LEONE A LAMPEDUSA SULLE ORME DI PAPA FRANCESCO

L’Europa ha una responsabilità epocale: i morti di questo mare sono vittime di decisioni prese e di decisioni mancate.

Tredici anni dopo Francesco, papa Leone XIV torna a Lampedusa per rilanciare il messaggio a sostegno dell’accoglienza e della dignità umana.

Era l’8 luglio 2013 quando, appena eletto, il Papa venuto “dalla fine del mondo” depose una ghirlanda di fiori bianchi e gialli, tra le onde di quel mare blu che continua a inghiottire  migliaia e migliaia di vite innocenti. “Cristi invisibili respinti in guanti bianchi”, li chiamava Papa Francesco: per lui i migranti erano “i nostri fratelli e sorelle”, quelli di cui noi non ascoltiamo il pianto, immersi come siamo nella cultura del benessere e nell’illusione del futile, tra “l’anestesia del cuore” e la “globalizzazione dell’indifferenza”.

Eppure l’ Unione Europea continua a sbattere le porte in faccia a chi continua a migrare e fa della disperazione la sua unica speranza. Con  il “Patto europeo su Migrazione e Asilo” entrato in vigore il 12 giugno scorso ha appena scritto una delle sue pagina più buie con l’obiettivo dichiarato di riformare in modo strutturale le politiche comuni di gestione dei flussi migratori all’interno dell’UE.

Per le organizzazioni che si occupano di accoglienza e aiuto delle persone migranti, il nuovo regolamento segna la fine del diritto di asilo nell’Unione Europea, rafforzando un approccio securitario nella gestione dell’immigrazione e segnando un passo indietro nella tutela delle persone in movimento e dei loro diritti.

Oggi Papa Leone va a Lampedusa a chiedere al mondo di non dimenticare l’umanità che soffre, rilanciando il messaggio evangelico. Ai governanti ha detto “non possiamo abituarci a contare i morti, la dignità umana non ha passaporto e non perde dignità quando attraversa una frontiera”. Questo suo pellegrinaggio nel canale di Sicilia, assume un valore altissimo: Papa Prevost è l’unica autorità mondiale che va controcorrente, visto che in America e in Europa esondano i fiumi dell’odio e del rifiuto contro lo straniero.

FACCIAMO LA NOSTRA PARTE:
NESSUNO È SENZA RESPONSABILITÀ
Magnifica Humanitas, 212
URGE METTERE IN CIRCOLO GIUSTIZIA RICONCILIAZIONE E CREDIBILITÀ

“E’ impossibile supporre che quelle persone siano persone, perché se noi lo supponessimo,
allora cominceremmo a credere che noi stessi non siamo cristiani.”

Così, denunciava ironicamente Montesquieu, nel 1748 (!!!!) lo scandalo della tratta degli schiavi all’origine dell’attuale  sistema di  dominazione sfruttamento e accumulo di ricchezza  inaugurato dalle potenze europee  con la scoperta dell’America.